Quando si parla di scultura, non bisogna osare troppo, ma riflettere bene prima di parlare.

Sì, perché ho l’impressione che le opere siano vere e proprie creature che, per una parola sbagliata, potrebbero offendersi e rimanerci male. Una scultura emoziona, ti permette di guardarla girandole attorno, spiando dentro di lei e scavando nelle forme e nelle ombre.

È stato questo che è riuscito a trasmettere la mostra ‘Attrazioni repulsive‘ del talento poliedrico Leonardo Cumbo, nisseno d’origine, ma nomade artistico in giro per il mondo.

Le sue opere infatti si trovano in Spagna, in Germania, in Turchia e a breve anche in Giappone, unico italiano selezionato, dove realizzerà una grande scultura lapidea per l’arredo artistico di un quartiere della città di Yukuhashi insieme ad altri artisti di diversa nazionalità.

Cumbo sonda le potenzialità espressive ed estetiche di materiali tradizionali e di quelli meno consueti attraverso la sperimentazione di strumenti e tecniche diversificati. L’ironia, suo leitmotiv, viene rappresentata con una simbologia colta dall’universo del quotidiano sia attraverso la creazione di sculture e installazioni polimateriche multimediali e interattive, sia attraverso la scolpitura e l’assemblaggio di grossi monoliti.

La personale è stata inaugurata lo scorso 6 gennaio nella galleria del Civico 111, in via Senatore Damaggio n.111, Gela. Legata a questo evento anche l’installazione di un’opera di acciaio Cor-Ten, resina con polvere di marmo e acciaio inox, su commissione di Nino Miceli che la donerà al Comune.

La scultura rappresenterà la lotta interiore dell’uomo siciliano, sospeso tra l’amore per la sua terra natia e l’attrazione verso il paesaggio, i luoghi, gli odori e i sapori e la voglia di fuggire, a causa delle ingiustizie legate alla mafia e di una politica e una burocrazia dormienti.

La mostra intanto continuerà a essere aperta al pubblico fino al 14 febbraio nei seguenti orari: dal martedì al sabato dalle 17:00 alle 19:30 e la domenica e nei festivi dalle 10:30 alle 12:30.

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