Con voi voglio essere sincera: questo Civico 111 diventa sempre più emozionante!

Sapete perché? Perché stavolta ci siamo superati davvero, a Gela abbiamo portato non un artista, neanche due o tre, ma ben quindici! Si si, avete capito bene: quindici professionisti dell’arte, tra pittori e fotografi di fama nazionale e internazionale, insieme per ‘Love’ .

Il tema di questa prima collettiva è stato l’amore, le tante facce di uno dei sentimenti più difficili, ma che ha il potere di avvicinarci e accomunarci. Le tele hanno parlato e, come sempre, ci hanno concesso il privilegio di fantasticare su di loro.

Eravamo in tanti, nonostante il freddo di queste sere. Con noi anche alcuni degli artisti che hanno esposto, come Momò Calascibetta, Lorenzo Ciulla, Roberto Collodoro, Demetrio Di Grado, Corrado Inturri, Fortunato Pepe, Alfonso Siracusa Orlando, Attilio Scimone e Gaetano Vella.

Assenti giustificati gli altri grandi nomi del mondo dell’arte: Angelo Barile, Max Ferrigno, Miriam Pace, Francesco Paolicchi, Massimo Sirelli e Alice Valenti.

A curare la mostra Danilo Mendola che, per l’occasione, ha invitato anche il critico Dario Orphèe La Mendola, laureato in Filosofia dell’arte, docente presso le Accademie di belle arti di Agrigento e Catania e collaboratore di diverse riviste. Con lui abbiamo parlato delle dimensioni dell’amore, dall’Eros all’Agape.

Un grande momento di cultura greca, storica e mitologica per ripercorrere il significato della mostra, un significato che, senza calarsi nei dettagli, ha abbracciato tutte le opere.

I sorrisi, li abbiamo usati tutti, così come le mani per applaudire e i baci per salutarci. Proprio una bella serata in cui gli ingredienti che abbiamo messo hanno dato un gusto speciale: cultura, colori, forme, parole, persone, amici. Arte.

La mostra rimarrà aperta al pubblico per un mese, dal lunedì al sabato dalle 17:00 alle 19:30 e la domenica e i festivi dalle 10:30 alle 12:00. Il mercoledì dalle 18:00 in poi.
(Civico 111, via Senatore Damaggio n.111 – Gela)

Chi sono i quindici artisti di ‘Love’, l’amore nell’arte contemporanea?

Ve li presento meglio.

ANGELO BARILE


Frequenta istituti scolastici tecnici, disegna fumetti e si dedica alla pittura a partire dagli anni Novanta. l segno colori accesi e le prospettive grandangolari dei personaggi sono i segni che lo contraddistinguono. Il tema principale è quello della condizione infantile, che emerge nelle grandi tele dei primi anni e prosegue fino ad oggi. È stato invitato a collettive nazionali e internazionali. Alcuni musei, tra cui il MAU di Torino, il Museè Adzak di Parigi, quello Diocesano di Ancona e il Museo di arte contemporanea di Parma, hanno acquisito alcune sue opere e altre quindici sono state acquistate dalla Fondazione Casse di Risparmio di Cuneo. Ha allestito personali a Bologna, Venezia, Teramo, Torino, Parigi, Basilea, Ginevra e Monte Carlo. Nel 2011 viene invitato alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Italia, curato da Vittorio Sgarbi.

MOMÒ CALASCIBETTA


Si laurea in Architettura, ma sceglie di dedicarsi esclusivamente alla pittura. Gli elementi e le radici della sua “Sicilitudine” sono stati sottolineati nei testi di Sciascia, Bufalino, Consolo, scrittori che lo hanno sostenuto nel suo viaggio creativo. Nella sua opera, da Mario de Micheli a Giorgio Soavi, da Dentice a Testori, da Philippe Daverio a Gillo Dorfles, sono state individuate le caratteristiche e i canoni del grande e raro disegnatore satirico. Nel testo critico ‘La linea nera di Momò Calascibetta’ Philippe Daverio scrive: “Gli attori di questo dissennato carnevale sono politici e criminali, dame dell’alta società, nobili decaduti e prelati, intellettuali e artisti che tessono rapporti inconsistenti dentro una babilonia disperata, un’umanità vacua e disfatta, verminosa e potente, un carnevale di annoiati, vitelloni e nobili a noleggio”. Vive tra Milano e Mozia.

LORENZO CIULLA


Si diploma presso l’istituto statale d’arte “Filippo Juvara” di San Cataldo, ma incontra la pittura solo dopo aver abbandonato i banchi di scuola nel 2005. Il suo è un universo a colori, in cui i volti familiari o ignoti si trasferiscono su sfondi urbani verticali o paesaggi metafisici. Tra le trame delle sue tele si riversano persone, racconti, letture e incontri. Tele nuove, materie di scarto, legno, scale, panche, tavoli, vasi, qualsiasi materiale abbia un buon rapporto con il colore per lui diventa una possibile opera. Insieme ad altri artisti siciliani, porta avanti progetti di rigenerazione e abbellimento urbano. Tra le mostre personali e collettive in cui ha esposto è possibile citare “Architettura Proibita” nel 2011, “Teleimmagini” nel 2015, “Amen. Religione e religiosità nell’arte contemporanea” nel 2017 e, nello stesso anno, “Bridges. Attraversamenti trasversali” e “Primitivo”.

ROBERTO COLLODORO


Meglio conosciuto come Robico, è un pittore autodidatta che sin da piccolo coltiva la passione per l’arte, disegnando con china su carta già all’età di cinque anni. Crescendo, passa dal fascino della matita a quello dei pennelli e dalla semplicità dei fogli di carta all’eleganza della tela. La sua è una lunga e profonda ricerca interiore. Le sue opere si collocano a metà tra reale e surreale, tra satira e magia. Alla fine del 2014, spinto dalla voglia di mettersi in gioco, inizia la sua grande avventura ed esce allo scoperto. Parte così un vero e proprio tour di street art in Sicilia, che fa tappa a Caltagirone, Caltanissetta, Gela, Trappeto, Scoglitti e Lentini, ma anche fuori dall’isola. Viene selezionato infatti per partecipare a Maiori, in Campania, al contest PanchinArt 2.0. Nel 2016 la prima personale a Cefalù e di seguito diverse collettive a Palermo, Catania, Enna. La sua arte abbraccia presto la tradizione con l’originale serie delle Teste di Moro, dapprima su tela e poi su ceramica calatina, divenendo veri e propri pezzi da design. Uno dei suoi murales figura nella guida ‘Street art in Sicilia’, edita Flaccovio.

DEMETRIO DI GRADO


Ha al suo attivo diverse personali itineranti per tutta la Sicilia, incisive per critica e affluenza di pubblico e la partecipazione a numerose manifestazioni e mostre collettive. Dal 2012, anno in cui ha ideato il progetto ManSourcing, organizza eventi artistici con l’obiettivo di affrontare da punti di vista diversi e complementari la fruizione dell’arte contemporanea, dalla strada al museo. Dice di sé: “La mia ricerca personale sul collage analogico è la mia necessità di raccontare con la carta una storia e fermarla con la colla. In un’era dove il digitale è sempre più veloce e la frenesia divora, l’analogico diventa per me una esigenza per fermarmi e mettere dei punti nei miei ritagli di tempo”.

MAX FERRIGNO


Comincia a lavorare come decoratore subito dopo aver conseguito il diploma artistico. Disegna trompe – l’oeil per negozi e appartamenti, fondali per le agenzie teatrali e realizza scenografie per Gardaland, Eurodisney, MiniItalia, Cow Boy Guest. Negli anni, forma la prima parte del suo percorso artistico: una lunga serie di lavori dedicati al Messico, all’Africa e al Sudamerica, incentrati sul “burro”, l’asino simbolo della speranza di rinnovamento del panorama sociale, culturale e storico del mondo. È nel 2005 che la sua sensibilità artistica subisce una forte scossa. Riprende a guardare i vecchi cartoni animati giapponesi, ad ascoltare le sigle tv e, improvvisamente, gli echi della memoria infantile diventano la sorgente di un’esplosione di idee e di progetti. Inizia così la fase “popsurrealista” , dove i personaggi dei cartoni animati, le merendine e i giochi di una generazione diventano “attori attivi” in un tripudio di colori accesi, intensi e dissonanti. Ha esposto a Torino, Milano, Palermo, Taormina, Messina, Bucarest, Roma, Singapore, Berlino.

CORRADO INTURRI


Pittore autodidatta, sperimenta un’ intensa ricerca di un linguaggio pittorico inquadrabile in un figurativo dal vero e alimentato da tracce oniriche. A vent’anni si trasferisce a Bologna e lì frequenta l ‘Accademia delle belle arti, sezione scenografia. Contemporaneamente, studia “Computer design” e lavora presso uno studio di scenografia.
Torna al Sud e qui lavora presso diversi teatri in Sicilia e in Calabria. Riscopre la sua passione per la pittura a olio e perfeziona la sua abilità nel disegno a matita. Con la sorella Valentina progetta e realizza per l’altare della chiesa Santa Lucia di Gela due tele di grande formato e per l’Archeo hotel realizza ventotto opere, tra oli e matite.
Alla ricerca di nuove esperienze, si trasferisce a Londra e successivamente in Spagna. Nella penisola iberica realizza numerose opere pittoriche proponendosi al pubblico andaluso e successivamente catalano, esponendo in diverse collettive e personali d’arte.

MIRIAM PACE


Laureata in Design presso il Politecnico di Milano, frequenta i corsi di progettazione all’Istituto Europeo di Design e la Scuola Libera del Nudo presso l’ Accademia delle belle arti di Brera.
Nel 2004 la sua prima mostra personale presso il Museo d’Arte Contemporanea Caltagirone, allinterno della rassegna Prova dAutore. Lavora come artista e designer a Pechino, a Casablanca e negli Emirati Arabi (Dubai- Abu Dhabi). Nellagosto del 2009 ritorna in Sicilia e qui continu presso il suo studio a Caltagirone. Vince per due edizioni il primo premio Luci e visioni d’artista e nel 2013 viene selezionata come artist in residence per il progetto “De Colline en Colline”a cura di Christine Bruckbauer in Tunisia. Espone a Parigi, Catania, Milano, Palermo e viene selezionata nelle tre tappe previste dalla mostra ‘Artisti di Sicilia’ a Favignana, Palermo e Catania, a cura di Vittorio Sgarbi. Le sue opere si trovano in diversi musei, collezioni pubbliche e private.

FRANCESCO PAOLICCHI


Vive e lavora a Camaiore. Inizia la sua carriera pittorica nel 2009. Dapprima, il suo stile comprende colori fluorescenti e tratti fluidi con esseri riconoscibili come Ciclope, alieni, simboli astrologici e robot che lo avvicinano alla sua visione surrealista. Dal 2013, il suo stile si trasforma ed è fortemente influenzato dall’arte occulta e oscura. Altre figure umane emergono nei suoi dipinti, ma sono estasiati in scene gotiche. Corpi snelli e contorti sono spesso raffigurati in acquerello, ma spesso lasciati con arti incompiuti che creano un senso di disagio psicologico interiore nello spettatore, disegnando somiglianze con le opere di Egon Schiele e Marilyn Manson. Ha esposto a Cagliari, Mantova, Benevento, Venezia.

FORTUNATO PEPE


Classe 1979, pittore e storico dell’arte, affascinato dal Realismo e dalla resa di una buona pittura attraverso la tecnica dell’olio. Le sue sono vedute solitarie, vicine ai pittori del Novecento, come Sironi, Hopper o alle pellicole di Lynch. La stesura e la pennellata fluida sul trasparente gli permettono un’indagine silenziosa degli spazi con una cura di luci e delle atmosfere. Ha esposto in diverse personali e collettive, tra queste possiamo citare “L’artista di fronte al creato” nel 2017 e, nello stesso anno, “Amen, arte e religiosità nell’arte contemporanea”, “Research” nel 2016, “Giovedì d’arte” nel 2013 e molte altre. Opera in ambito didattico come insegnante di disegno presso l’istituto comprensivo ‘Giovanni Verga’ di Gela.

ATTILIO SCIMONE


Inizia la sua ricerca fotografica negli anni Settanta, durante gli studi universitari in Architettura. È questo il periodo in cui dialoga con le ricerche legate alla percezione visiva, l’estetica del paesaggio e il linguaggio della fotografia. Dal 1986, si dedica all’insegnamento della fotografia, entrando in contatto con diverse scuole pubbliche e con il mondo della formazione professionale. Alla fine degli anni Ottanta, inizia un’esplorazione fotografica all’interno dell’emulsione e i neri profondi delle sue immagini vengono asportati dal supporto cartaceo per creare i suoi “grignotage”, una tecnica che sviluppa nel decennio seguente. Hanno scritto di lui Mario Lentini, Franco Spena, Antonio Vitale e Alberto Giovanni Biuso.

ALFONSO SIRACUSA


Studia pittura presso l’Accademia di belle arti di Firenze. I critici e i curatori lo descrivono come “un artista che si occupa di teorie complottiste”. Le sue opere stabiliscono una connessione diretta con la coscienza, sono concepite e progettate per trasmettere un grande potere evocativo e per abbracciare e indagare la società contemporanea e il male di vivere dell’uomo moderno. Il suo obiettivo è quello di provocare i visitatori, facendoli diventare una componente fondamentale della sua arte. Espone in diverse mostre a Lamezia Terme, Milano, Trevi, Biella, Barcellona, Catania, Palermo, Roma, Ragusa, Sciacca, Favara. Inoltre in occasione di un evento, durante il vernissage, la Rai gli dedica un servizio sul Tg 2.

MASSIMO SIRELLI


Si diploma nel 2003 in Digital e Virtual Design presso l’Istituto Europeo di Design (IED) di Torino e opera per alcuni anni come freelance per agenzie di comunicazione su progetti riguardanti noti marchi nazionali e internazionali, fra questi Coca Cola, Ferrero, Fiat e molti altri. Nel 2006 fonda Dimomedia, laboratorio creativo di ricerca e sperimentazione incentrato su grafica, comunicazione e multimedia design, collezionando collaborazioni italiane e internazionali. Dal 2008, è docente di Tecniche di presentazione e Portfolio presso lo IED di Torino. Dei progetti artistici di Sirelli hanno parlato i principali canali di informazione nazionale e straniera, quali Huffingtonpost, Sky Cinema, Sole24ore, Radio DeeJay, RDS, Radio 105, Corriere della Sera, La Stampa, La Repubblica e tanti altri.

ALICE VALENTI


Vive e lavora a Catania. Si laurea a Pisa in Conservazione dei beni culturali e compie il suo apprendistato pittorico nella bottega di carretti siciliani del Maestro Domenico di Mauro ad Aci Sant’Antonio. Negli anni, approfondisce i molteplici aspetti dell’arte popolare per approdare a una personale e ironica interpretazione del folklore e dei temi tradizionali siciliani. Ha al suo attivo numerose collaborazioni nel campo dell’arredamento, della moda e del design, tra cui la realizzazione dei Frigoriferi d’Arte Smeg – D&G. Per il terzo anno consecutivo è autrice dell’etichetta Averna Magnum Limited Edition e artista di riferimento per la promozione del marchio sul web.

GAETANO VELLA


Inizia la sua esperienza artistica all’età di quindici anni, quando frequenta gli studi di Gianni Provenzano e Lillo Bellomo e in due anni acquisisce una buona padronanza della pittura ad olio. Conseguito il diploma, si iscrive all’Accademia di belle arti di Palermo, frequentando i corsi di Pittura. Si laurea e specializza nel 2010 con il massimo dei voti in Arti visive e discipline dello spettacolo. Dal 2004, partecipa a diverse estemporanee e mostre collettive in tutta la Sicilia. Nel 2015 realizza una mostra personale al Museo Internazionale della calzatura di Vigevano a cura di Chiara Milesi. Espone a Licata, Caltanissetta, Monreale, Novara, Agrigento. Di lui il critico Dario Orphée scrive: “Forse pensa di essere un iperrealista, mentre annoda i baffi con le dita. Ma, in realtà, è un concettualista, un sommelier del concetto, molto fine, che non sbava e si attiene alla sintesi più estrema. Vola, con la figurazione, dai cassonetti della spazzatura alle scarpe inutilizzate, dai cartelli stradali a installazioni dinamiche che possono essere vissute dal fruitore. In ogni oggetto immette un pensiero profondo, quasi un racconto, che ti rimanda ovunque”.

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